ROCCHETTA MATTEI: UN GIOIELLO ESOTERICO IN PROVINCIA DI BOLOGNA -di Laura Saetti

1Plasmata su uno sperone di roccia nel comune di Grizzana Morandi (Bologna), l’eclettica Rocchetta Mattei è stata edificata a partire dal 1850 circa, sulle rovine di un castello preesistente. Presenta una mescolanza di stile medievale/moresco in un insieme davvero insolito ed originale. Le sue cupole, le decorazioni e gli interni sono stati modificati più volte rendendo la struttura un vero e proprio intreccio labirintico di sale, torri e scalette.

Legata indissolubilmente alla storia del castello è la vita del Conte Cesare Mattei (1809-1896), suo ideatore nonchè letterato, politico e medico autodidatta che qui decise di costruire la sua residenza. Dopo la morte della madre, Cesare Mattei iniziò ad interessarsi allo studio della medicina, farmacia ed erboristeria, inventando la disciplina dell’elettromeopatia, basata sull’abbinamento di granuli simil-omeopatici con cinque fluidi elettrici per ristabilire il corretto equilibrio delle cariche del corpo e riportarlo alla neutralità. A fine Ottocento, i suoi preparati ebbero grande successo in tutto il mondo; numerosi accorrevano alla rocca per farsi curare. Diverse testimonianze narrano delle “miracolose medicine” del Conte, che salvò anche personaggi illustri come lo zar Alessandro II, meritando così di essere citato da Dostoevskij nel romanzo I fratelli Karamàzov.

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« […] ma che filosofia e filosofia, quando tutta la parte destra del corpo mi si è paralizzata e io non faccio che gemere e lamentarmi. Ho tentato tutti i rimedi della medicina: sanno fare la diagnosi in maniera eccellente, conoscono la tua malattia come il palmo delle loro mani, ma non sono capaci di curare. […] Disperato, ho scritto al conte Mattei a Milano, che mi ha mandato un libro e delle gocce, che Dio lo benedica.»

Dostoevskji, I fratelli Karamàzov

 

La produzione di farmaci elettromeopatici continuò fino alla fine degli anni Cinquanta, ma dopo la morte del Mattei la disciplina ebbe un lento declino, poichè il segreto di sintetizzazione alchemica morì assieme al Conte. Non lo lasciò in eredità nemmeno al fedele collaboratore e figlio adottivo Mario Venturoli Mattei, il quale portò comunque avanti questa medicina alternativa fino al trafugamento di fondamentali documenti durante il saccheggio delle SS. Ancora oggi, la vera essenza della cura del Conte Mattei resta un mistero.

Venturoli non scoprì mai la formula elettromeopatica, però ricevette dal padre l’intera proprietà del castello, che completò in stile liberty fino al 1956. A causa delle difficoltà di mantenimento, dovute alle guerre mondiali, la rocca venne poi venduta a Primo Stefanelli, che nel 1986 la chiuse lasciandola in stato di totale abbandono. Solo nel 2005 l’edificio rivide la luce in seguito all’acquisizione da parte della Fondazione Carisbo, che si impegnò in complessi lavori di restauro durati fino al 2015, che oggi ci permettono di visitare alcune delle parti più belle.

L’intendo del Conte Mattei era edificare un vero e proprio centro di cure alternative che accogliesse a braccia aperte chiunque avesse perso ogni speranza a causa della malattia. Già dalla scalinata monumentale d’ingresso si percepisce questo senso di avanzamento verso la conquista della salvezza, raggiungibile solo superando la limitata medicina tradizionale, rappresentata dalla statua di un’arpia che sostiene il mondo. Proseguendo si confluisce in un grande cortile interno al cui centro vi è un pozzo che, come una fontana, aspergeva acqua “depurando” così chiunque vi entrasse, pronto a ricevere la cura. Inizia da qui la visita guidata che conduce in un’atmosfera magica, quasi onirica.

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Entrando nel castello ci si accorge subito di quanto è strana la sua struttura, un vero e proprio labirinto: le stanze, le colonne e le torri hanno una pianta davvero bizzarra, in particolare la famosa cappella Mattei, del tutto simile alla Cattedrale di Cordova. Qui nulla è ciò che sembra: i mosaici sono in realtà affreschi, gli arazzi disegni, le colonne e gli archi bianconeri non sono in marmo ma in legno. Questa cappella è un vero e proprio gioiello, ricco di simbologie nei bassorilievi che incarnano il bene e il male, la medicina tradizionale e quella “alternativa” sviluppata dal Conte.

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Per uscire da questa meraviglia si utilizza una scala esterna, giungendo così nel Cortile dei Leoni, una perfetta riproduzione del giardino dell’Alhambra di Granada, con tanto di rivestimenti policromi in maiolica originali di Siviglia. Impossibile non scattare una foto e non accorgersi dell’incredibile somiglianza.

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Si prosegue attraverso il salone della musica con le sue pareti sbilanciate, si passa per un corridoio con vista sull’Appennino circostante e pavimento in madreperla per poi approdare nello studio di Mattei, ad alto assorbimento acustico grazie al soffitto in cartapesta che però dà l’impressione di essere di legno.

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L’interno della Rocchetta Mattei non presenta alcun arredo perchè rubato o distrutto durante le guerre; mancanza ancor più visibile nella parte superiore della cappella, ultima tappa della visita. Vi è qui conservata la tomba di Cesare Mattei, chiaramente profanata senza successo poiché, al contrario dello splendido edificio di cui vi ho parlato finora, la tomba del conte è assolutamente austera e addirittura senza nome. Una parte dell”iscrizione sopra il sarcofago recita « […] e noi uomini, atomi di questo punto dell’universo ci vantiamo di essere!», come per evidenziare che l’uomo è solo una parte infinitesimale dell’universo.

Sapere qualcosa di più sull’originalissima Rocchetta Mattei è decisamente facile ed economico. Basta prenotare una visita alla modica cifra di 10 euro (prenotazione obbligatoria dal sito http://www.rocchettamattei-riola.it/) e sarete condotti nel castello da esperti studiosi che hanno dedicato la vita al restauro dell’edificio e alla scoperta dei segreti del Conte.

Buona visita!

 

©Laura Saetti

©giuliazuuzsangiorgi.com

 

Rocchetta Mattei
SP62, 40030 Grizzana Morandi (BO)

http://www.rocchettamattei-riola.it/
Aperto solo il sabato e la domenica dalle 9:30 alle 15:00

prenotazione obbligatoria

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