Quando le fissazioni estetiche impediscono di vivere

Elena è una ragazza di 25 anni che ha scelto di raccontarmi qualcosa di lei, qualcosa di privato e non troppo piacevole. L’ho incontrata in una libreria di Ferrara, mentre acquistava un testo sulla costruzione dell’identità personale. Ci siamo trovate per caso a discutere su libri di autori che entrambe seguiamo e abbiamo iniziato a parlare di quanto sia difficile aumentare la propria sicurezza in certe situazioni. Elena ha deciso di rivelarmi quella che è stata la parte più brutta della sua vita. Mi ha chiesto se mi andava di scrivere la sua storia e, tra un caffè e l’altro, abbiamo deciso di farne un pezzo.

Non si tratta di un’intervista come tante. Non si parlerà di successi, di carriera, di passioni. Elena ha scelto di rivelare solo il suo nome, vuole mandare un messaggio a tutti quelli che non si apprezzano mai. La sua storia fa riflettere, ci invita a vivere di più e pensare di meno, ad accettarci, a scegliere cosa è meglio per noi nei limiti delle nostre possibilità.

Quando la necessità di migliorare il proprio corpo diventa ossessione, ben oltre i concetti di benessere fisico e salute, le persone rincorrono quell’idea di perfezione che non potranno mai avere. E quando si arriva a questo punto quello da cambiare non è più il proprio corpo ma la mente, e questa è una delle sfide più difficili di tutte.

Quando, come, perché?

“Ho passato molto tempo a guardarmi allo specchio, ma molto più tempo a “screditarmi”, a trovarmi difetti. Fin dalle scuole medie c’erano amiche che consideravo più belle di me, quindi ho sviluppato da ragazzina queste mie manie.

La mia storia è probabilmente simile a tante altre, devo dire che su Internet ne ho lette molte. Quello che ho vissuto in qualche modo mi ha cambiata e mi ha resa una persona più forte. E’ iniziato tutto un pomeriggio in quarta superiore, in cui ho deciso che volevo cambiare molte cose di me. Prima fra tutte, odiavo la mia pancia e decisi di fare più sport. Ho iniziato ad eliminare carboidrati e grassi per cercare di perdere più peso possibile nel minor tempo. Iniziai a dimagrire molto ed ero contenta. Poi ho notato che la mia necessità di essere sempre più bella mi stava togliendo il tempo per vedere amici, studiare, stare in famiglia. Ad ogni invito ad uscire dovevo per forza rispondere di no, preferivo andare a correre. Sono svenuta parecchie volte, mi sentivo sempre debole e dovettero ricoverarmi spesso.untitled

Il limite l’ho raggiunto a 19 anni, quando decisi di rifarmi il seno per essere “bella” come le altre. Quell’unica idea di bellezza che vedevo nella mia testa mi impediva di vivere come tutte. Ad esempio, rifiutavo di uscire con qualche ragazzo perché non mi piacevo, la mia ossessione mi convinceva di essere brutta anche per loro. Mi resi conto di essere veramente malata quando cominciai a passare giornate intere al buio in camera, per non farmi vedere dagli altri. Ho provato sentimenti che non avevo mai provato prima. Sconforto, ansia, paura. Il processo di recupero in clinica è stato il periodo più lungo della mia vita e, ancora oggi, mi spaventa il solo pensiero di poterci ricadere”.

Cosa ti ha convinta ad andare in clinica?

“Non le persone. Da mesi amici e famigliari mi parlavano di terapie, di medici specializzati e possibili soluzioni, ma io non li ascoltavo. Ero più impegnata a cambiare costantemente colore di capelli e scaricare programmi di allenamento per glutei e pancia. Non mi sono nemmeno rivolta ad un personal trainer, ero convinta di essere nel giusto.

Alla fine io mi sono convinta da sola, un giorno in cui stavo talmente male, sia fisicamente che emotivamente, da arrivare a pensare alla morte e a tutto quello che mi stavo perdendo della mia vita.

La verità è che se non ci si aiuta da soli, gli altri servono a poco. Gli amici sono stati di conforto e li ringrazio ancora oggi. La mia famiglia mi è sempre stata vicina, certo, ma se il cambiamento non parte dalla tua mente non può proprio avvenire”.

Immagino che la tua scelta di iscriverti alla facoltà di Medicina sia legata a questa esperienza negativa, sbaglio?

“Non sbagli. Ho deciso che volevo fare qualcosa di utile per gli altri, aiutare le persone a stare bene. Mi sono iscritta in ritardo, però non rimpiango di averlo fatto. Ci metterò più tempo, non so a quale specialistica mi iscriverò, ma tenersi impegnati in qualcosa che si ama fare aiuta più di qualsiasi terapia”.

Come ti senti oggi, a distanza di anni?

“Sto bene con me stessa, ho imparato a convivere con i miei “difetti” che, se ti devo dire la verità, non considero più così spesso. Intendo dire che mi dimentico di averli. Ho trovato la mia strada, qualcosa in cui credere e ho smesso di ossessionarmi con l’essere migliore. Pratico sport e mi tengo in forma, ma nei limiti. Sono ancora seguita da specialisti: da una dietista e da una psicologa. Non mi vergogno a dirlo, mi aiutano a mantenermi su questa via finché non sentirò di poterne fare a meno”.

Esistono cose peggiori per cui vergognarsi. Cosa ti ha insegnato tutto questo?

“Mi ha insegnato a non cercare di raggiungere obiettivi impossibili, a imparare a conoscere i miei limiti e provare a conviverci al meglio. Mi ha insegnato che a pretendere troppo si ottiene un effetto contrario. A voler sembrare troppo bella sono diventata brutta. Ogni cosa che facevo peggiorava la mia immagine, mi ammalava. Ho capito che spesso è meglio un passo indietro con umiltà che cento avanti con imprudenza. Tutti, chi prima chi poi, faremo i conti con la cellulite oppure le rughe, e dobbiamo accettarlo”.

Ultima domanda, ti sei rifatta il seno e questo non puoi cambiarlo: quando ti guardi allo specchio non ti viene in mente tutto quello che hai passato?

“Certo, ogni santo giorno, ed è giusto così. Io mi piaccio oggi. Ho qualcosa addosso che mi ricorda di non giocare più con me stessa come in passato. Quando si fanno delle cazzate non tutto si può riparare. Ognuno ha il suo prezzo da pagare nella vita, gli sbagli si portano dentro per sempre, si superano ma non si scordano.”

 

 

©Giulia Sangiorgi- All rights reserved

Image by ©starcasm.net
Grazie a Elena.

 

 

Annunci