Intervista a Julia A. Smolenkova

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Artista e gallerista russa, Julia A.Smolenkova nasce nel 1986 in una famiglia di artisti. Laureata in Arte, gestisce tre studi a Mosca, Bruxelles e Parigi. Ha ricevuto premi dall’Accademia Russa delle Arti, vinto diversi Concorsi Internazionali e occupa oggi la cattedra di Professore Associato al Dipartimento di Scultura Monumentale e Decorativa all’Accademia di Arte e Industria di Mosca. Ha esposto opere personali e gestito mostre di vari artisti anche in altri paesi, tra cui Germania, Austria e Stati Uniti. Potete trovare una lista delle principali esposizioni di Julia degli ultimi anni al sito www.julia-smolenkova.com

Chi è Julia Smolenkova? Raccontaci qualcosa di te.

“Sono un’artista fortunata, e per questo regalo ringrazio il destino. L’arte dovrebbe portare positività e gioia al pubblico, suscitarne interesse e sentimenti felici. Nel mondo c’è così tanto orrore, paura e dolore, che l’arte dovrebbe, con tutti i mezzi a sua disposizione, essere fonte di ispirazione, emozionare. Ed è questo che cerco di fare con il mio lavoro”.

Mosca, Bruxelles e Parigi. Quanto è importante l’influenza di ogni città per la realizzazione del tuo lavoro?

“Io dipingo nei posti in cui mi sento bene e carico le mie opere solo di emozioni positive. Mi piace molto il mio studio di Mosca, ma anche gli altri due. Sono completamente diversi e anche i lavori che ne escono risultano differenti. Come se la città dipingesse con me.

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Mosca è dinamicità, colori e materiali a contrasto, non si ferma e non dorme mai, è una tempesta di emozioni, movimenti, sia di giorno che di notte. Parigi è leggerezza, ariosità e luce. In nessun altro luogo c’è una luce così. Parigi ha una sua tonalità calda e dorata inimitabile. Dello studio di Bruxelles amo particolarmente la vista che si apre sulla Grand Place e le mie opere sono più serie rispetto a quelle che creo a Parigi. Probabilmente lo stile di vita in Belgio, molto più rilassato, mi permette di fermarmi a riflettere un po’ di più, lavorare sui quadri con più calma e tempo.

Ogni luogo in cui lavoro si riflette nella mia arte e questo mi piace molto. Infatti faccio fatica a vendere i miei quadri, perché è come se dovessi separarmi da una parte di me stessa, da una parte della mia anima. Sono contenta che le mie opere piacciano alle persone e che le usino per abbellire le proprie case, ma ogni dipinto è un frammento della mia storia. In un mio quadro, ad esempio lo spettatore potrà vedere un’immagine astratta, una natura morta, un costume teatrale, il ritratto di una ragazza, lo spiegarsi delle ali, le nuvole leggere, il gioco di luci e di ombre nei riflessi delle architetture. Quello stesso dipinto a me ricorderà il posto dove l’ho creato, le persone che avevo intorno, le sensazioni che ho provato in quel momento e tutto il mio vissuto in quella città.

Lo spettatore non potrà mai percepire la mia corsa della domenica sul lungofiume di Parigi in fiore alla ricerca di un negozio di belle arti per comprare i colori che mi mancavano in quel momento. Quella sera veniva inaugurata una mia mostra e la città quel giorno mi ha suggerito quali quadri mancassero. Li ho creati velocemente, con leggerezza, emozioni e spontaneità, proprio poco prima dell’apertura. Ecco, sono questi i miei quadri preferiti, perché racchiudono in sé un significato così profondo”.

L’arte è da sempre un punto saldo nella tua famiglia. Hai sempre voluto fare questo nella vita?

“Sì”.

Se dovessi scegliere un’opera o mostra in ogni città, quale preferiresti?

“Probabilmente sceglierei i lavori che non ho ancora creato in ogni città. (Risata)

Naturalmente, la maggior parte del mio tempo lo passo a Mosca, dove lo studio è attrezzato per la pittura, la scultura e i mosaici. La creazione di un mosaico è un processo lungo e per ora lo faccio solo in questo studio. Ma una grande mostra di mosaici la farò proprio a Bruxelles. Amo talmente la famosa pietra blu con cui è stata costruita l’intera città vecchia, che voglio portare i miei mosaici di pietra proprio in quella città. Secondo me sarà molto bello, ci saranno le opere che ho creato nel corso degli ultimi 8 anni, sarà un evento molto interessante e invito tutti a visitare questa mostra. Tutte le informazioni sono nel mio sitoWeb.

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A Mosca ora è in corso la mia mostra personale “Astrazioni polifoniche” che si inserisce in modo molto organico alla realtà di Mosca che, appunto, non dorme mai. Il tema principale dei miei lavori, anche quelli astratti, è la città in tutte le sue sfaccettature dell’architettura, delle persone, delle emozioni, dei colori.

A Parigi per ora riesco a immaginarmi di esporre solo opere di pittura e di grafica create nella luce di Parigi stessa. Per ora non mi sento a mio agio ad organizzare una mostra di mosaici monumentali o di pittura impegnativa qui. La location espositiva che la città offre è molto importante per me, l’arte dovrebbe inserirsi in modo organico nell’ambiente in cui si trova, che sia una casa privata, uno spazio espositivo, un’area urbana. Tutto deve essere pertinente.

Ora viaggio molto in Italia: è un paese incredibile con una cultura unica. Spero di iniziare a portare i miei lavori anche qui. Sono sempre aperta a nuovi progetti!

Il tuo lavoro ti permette di collaborare con molti artisti e di incontrare personaggi noti. C’è qualcuno che vuoi ricordare o qualche momento che sia stato molto significativo per te?

“Come ho già detto, sono fortunata. Il destino mi fa incontrare persone di talento, originali e interessanti. Mantengo i ricordi di tutti gli incontri con grande affetto e gratitudine. Una volta ho potuto dialogare con Pierre Cardin nel suo ristorante dopo una mostra. Mi ha dedicato il suo tempo e ha risposto a tutte le mie domande sulla sua percezione dell’arte moderna, sul suo amore per l’arte russa e per il teatro. Questo dialogo poi si è evoluto in una serie di progetti creativi comuni, sia a Parigi che a Mosca.

Sono veramente grata per tutti gli incontri che ho vissuto e quelli che vivrò. Penso che avvengano nel momento giusto e nel posto giusto”.

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E’ difficile organizzare mostre per altri piuttosto che per sé?

“La mostra è un evento, una festa, un avvenimento a cui lo spettatore partecipa con interesse. Gli artisti che mi affidano le proprie mostre hanno visitato precedentemente le mie esposizioni e sanno che lavorerò per loro tanto bene quanto farei per me stessa.

Da sette anni organizzo a Mosca il festival “L’arte della scultura”, che qualche anno fa è diventato internazionale: sono arrivati partecipanti dall’Europa e dagli Stati Uniti. A questo festival prendono parte sia artisti affermati che quelli giovani, tutti a pari condizioni in uno spazio artistico comune. Organizzo mostre personali e collettive per artisti provenienti da paesi diversi. Investo molto nelle mostre e sono davvero esigente con i partecipanti. Voglio che il visitatore possa sempre vedere arte di qualità. Qualsiasi tipologia d’arte venga presentata, classica, moderna, astratta, figurativa, pittorica, scultorea, grafica, del mosaico, deve essere ai più alti livelli professionali”.

Qualche consiglio agli aspiranti artisti-galleristi: tre caratteristiche essenziali per fare bene questo mestiere.

“Essere esigenti con sé stessi,

rispettare il proprio pubblico,

non fermarsi agli obiettivi raggiunti”.

 

©Giulia Sangiorgi- All rights reserved

©Julia A.Smolenkova- All rights reserved

www.julia-smolenkova.com

info@julia-smolenkova.com

 

 

 

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